Capire i prezzi elevati dell'energia in Germania: Gas, elettricità e benzina spiegati in modo semplice

Prezzi dell'energia in Germania

Nella mia vita quotidiana non sono relativamente influenzato dagli alti prezzi dell'energia. Lavoro principalmente con computer Apple, che da anni sono ottimizzati per l'efficienza, e mi muovo in città quasi esclusivamente in modo elettrico. Da un punto di vista sobrio, tutto ciò non costa nulla. Eppure non riesco a togliermi dalla testa un pensiero: le aziende intorno a noi sono sotto pressione, i siti produttivi chiudono o si trasferiscono. La stessa frase continua a comparire nelle conversazioni, nei rapporti e nelle note a margine:

I prezzi dell'energia sono troppo alti.

Se si guarda più da vicino, emerge una strana contraddizione. Per molti privati, l'energia è diventata sensibilmente più costosa, ma è ancora gestibile. Per le aziende, invece, sembra minacciare sempre più la loro esistenza. Ciò solleva inevitabilmente una domanda: Qual è la vera ragione di questa situazione? E perché è così difficile ottenere una risposta chiara e comprensibile?

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Jeffrey Sachs avverte la Germania: perché la sicurezza dell'Europa deve essere ripensata

Jeffrey Sachs scrive una lettera aperta al Cancelliere Merz

Nella sua lettera aperta al cancelliere tedesco Friedrich Merz, pubblicata sulla Berliner Zeitung il 17 dicembre 2025, il noto economista e professore Jeffrey D. Sachs si esprime con una chiarezza ormai rara nell'attuale dibattito europeo. Sachs non parla come un attivista, non come un partigiano e non come un commentatore a distanza, ma come un economista e un consulente politico che ha lavorato per decenni alle interfacce centrali delle crisi internazionali, delle architetture di sicurezza e degli sconvolgimenti economici. La lettera aperta contiene una citazione insolitamente acuta:

„Impari la storia, signor Cancelliere“.“

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La teoria dei giochi spiega 25 anni di geopolitica: come l'Europa ha perso il suo ruolo strategico

La teoria dei giochi spiega 25 anni di geopolitica

Per molti, la teoria dei giochi suona come una matematica arida, come una formula, come qualcosa che ha un ruolo solo nelle lezioni o nei giochi d'affari. In realtà, però, si tratta di un antico strumento di pensiero che esisteva molto prima della sua formalizzazione accademica. Lo usavano i diplomatici, lo usavano i comandanti, lo usavano i capitani d'industria, molto prima che si chiamasse così. In fin dei conti, non è altro che una sobria domanda:

„Quando diversi giocatori devono prendere decisioni in una situazione incerta - quali opzioni hanno e quali sono le conseguenze?“.“

Oggi questo tipo di pensiero è diventato sorprendentemente raro. Invece di analizzare le alternative, ci si limita a narrazioni morali o a interpretazioni spontanee. Eppure, quando si tratta di questioni geopolitiche in particolare, analizzare chiaramente le possibilità sarebbe il fondamento di qualsiasi politica matura. È proprio questo vecchio mestiere che vorrei riprendere in questo articolo.

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La crisi permanente come stato normale: come le narrazioni distorcono la nostra percezione

Crisi permanente, narrazioni

È strano come certi sviluppi si insinuino silenziosamente e rivelino tutto il loro impatto solo a posteriori. Quando penso a come percepisco le notizie oggi, mi rendo conto che il mio approccio ad esse è cambiato radicalmente più di vent'anni fa. Dall'inizio del nuovo millennio, non guardo quasi più i notiziari televisivi tradizionali. Non si è mai trattato di una decisione consapevole contro qualcosa, ma piuttosto di un graduale abbandono. A un certo punto mi sono semplicemente reso conto che il bombardamento quotidiano di scenari apocalittici non migliorava la mia vita né rendeva più chiara la mia visione.

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Lo stato dell'economia tedesca nel 2025: cinque anni di crisi, cifre, tendenze e prospettive

Lo stato dell'economia tedesca nel 2025

Se si guarda all'economia tedesca di oggi, è quasi impossibile separare gli ultimi cinque anni. È stata una catena di eventi che si sono sovrapposti, rafforzati e in alcuni casi bloccati. Il punto di partenza è stato il 2020, anno in cui la pandemia ha bloccato in un colpo solo la vita pubblica, le catene di approvvigionamento e interi settori industriali. Molte aziende hanno dovuto chiudere, la produzione è stata interrotta e sono stati forniti aiuti governativi per evitare che l'economia collassasse completamente nel breve periodo.

Tuttavia, quella che all'epoca sembrava una situazione eccezionale e temporanea si è trasformata in qualcosa di più grande: Le conseguenze delle decisioni prese all'epoca influenzano ancora oggi la vita quotidiana degli imprenditori, dei lavoratori autonomi e dei dipendenti. Chi all'epoca pensava che dopo pochi mesi tutto sarebbe tornato „come prima“, oggi può constatare che molte cose sono cambiate in modo permanente.

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